ikariaki's profile.:"":._Frammenti di vita...PhotosBlogGuestbookMore Tools Help

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    July 09

    In ricordo di un mito


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    In ricordo del Re del Pop. Credo che ogni parola sia superflua.. Tutto il mondo sa quello che e' stato e che continuera' ad essere. 
    Addio Jacko, sei stato un mito
    .
    June 08

    non dobbiamo inchinarci davanti a nessuno..


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    22:43.. dovrei dormire ma non ho sonno.. da domani incomincerà per due settimane lo stage presso una comunità che più che comunità mi sembra più una chiesa o un convento.. per carità con i suoi ideali stra-bigotti avrà aiutato tante persone però per chi ha una concezione diversa è di una pesantezza inaudita.. mamma mia che rottura 2 settimane a sentire dei bigotti che venerano chiesa, dio, gesù e tutti i santi.. io non so cosa troverò quando finirò la scuola ma sicuramente non andrò mai a lavorare in un posto del genere.. è facile aiutare gli altri avendo come punto di riferimento il classico jolly di tutti i tempi.. io penso che per aiutare una persona bisogna avere cose concrete.. è facile dare una giustificazione alle disgrazie con "Dio l'ha voluto" oppure la mitica "A noi non è permesso capire"....ma dai.. quando uno è disperato si aggrappa ad ogni minima cosa anche se non la vede, non la sente ma qualcun'altro ti dice che c'è.. ognuno è il dio di sé stesso..non dobbiamo inchinarci davanti a nessuno.. uno non dovrebbe vivere sperando a qualcosa di migliore dopo ma dovrebbe rimboccarsi le maniche e cercare di cambiare la propria vita adesso.. e quindi non passandola sempre in chiesa in mezzo ai preti e alle vecchie acide zitelle.. la società è troppo impregnata nella chiesa.. e non riesce a ragionare lucidamente perché è annebbiata dai mille veli che la chiesa ci mette davanti agli occhi.. io ora l'unica cosa che vorrei ora è non vedere mai più quel posto ma l'unica cosa positiva è che adesso che l'ho vista ho delineato meglio i miei obiettivi..che vanno in una direzione totalmente diversa.. io rispetto chi crede in dio però non sopporto chi tenta in tutti i modi di inculcare le proprie convinzioni a chi è disperato e che avrebbe bisogno di un altro tipo di aiuto..la sappiamo tutti ormai la storiella di Gesù, di maria e company..e chiunque si sente male quando sente che dio non esiste ha solo paura di rimanere da solo.. perché sapere che c'è qualcuno lassù che ti vuole bene, che ti conosce e che ti sta riservando un posto migliore piace a tutti come idea.. sarebbe bello.. ma la realtà è che dobbiamo noi rimboccarci le maniche e non aspettare invano il miracolo o la manna.. è troppo facile così.. avere un giorno una società in cui ragione e chiesa non vanno di pari passo è un utopia.. specialmente se si parla dell'Italia dato che la Chiesa qui gioca in casa.. speriamo solo che passino presto ste due settimane.. e che non mi riempiano di preghiere, santi e non tentino di convincermi a farmi suora o altro del genere.. O_O...


    May 29

    adults with imaginary friends are stupid


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    Contro la seduzione
    Bertolt Brecht, 1918

    Non vi fate sedurre;
    non esiste ritorno.
    Il giorno sta alle porte,
    già è qui vento di notte.
    Altro mattino non verrà.

    Non vi lasciate illudere
    che è poco, la vita.
    Bevetela a grandi sorsi,

    non vi sarà bastata
    quando dovrete perderla.

    Non vi date conforto;
    vi resta poco tempo.
    Chi è disfatto, marcisca.
    La vita è la più grande:
    nulla sarà più vostro.

    Non vi fate sedurre
    da schiavitù e da piaghe.
    Che cosa vi può ancora spaventare?
    Morite con tutte le bestie
    e non c’è niente, dopo.


    La cremazione
    Antonio Ghislanzoni, 1878, da Libro proibito

    Contro il sistema della cremazione
    protestano con ira i collitorti
    I gesuiti ed i preti retrivi;
    Noi non cremiam che i morti,
    la Santa Inquisizione
    preferì sempre di cremare i vivi.

    May 21

    GRAZIE DI ESISTERE..

     

    Un piccolo pensiero per l'amore mio, per ripercorrere in modo diverso il magnifico anno che abbiamo passato insieme.. sono sicura che ci attendono altri mille momenti bellissimi amore mio.. colgo l'occasione per ringraziarti ancora una volta di starmi sempre accanto e soprattutto di sopportarmi.. grazie per ogni tuo bacio.. per ogni tuo abbraccio.. per tutto ciò che fa parte di te e che riempie tutte le mie giornate.. ti amo da morire cucciolo... non scorderò nemmeno un secondo passato insieme.. sono fortunatissima ad avere accanto una persona come te e non credo saprò mai perchè proprio io abbia meritato una persona così speciale.. se dovevo passare tutto quello che ho passato per poi incontrare una persona come te allora non mi pento di nulla, e posso solo dire che in fondo è andata bene.. perchè io sono qui, con una voglia di vivere la vita che nessuno può capire.. e in questa vita io chiederò solo che tu mi stia accanto.. 
    TI AMO VITA MIA.. GRAZIE DI ESISTERE..

    May 02

    Avrei preferito sognare ancora un po'..


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    è destino che alcune cose debbano accadere?.. me lo sono chiesta qualche volta.. anche se so che è una di quelle domande a cui non si potrà mai dare una risposta.. nonostante mi sforzi..
    Non so cosa mi stia prendendo.. nella mia vita non è cambiato niente di recente.. faccio le cose che ho sempre fatto.. eppure adesso che guardo gli oggetti della mia più grande passione..il giappone.. sono come delle lame nel petto..
    mi viene voglia di levare tutto.. i quadretti fatti da me, la casetta, la geisha, i diplomi del karate, lo scaccia pensieri, il set di scrittura, il libri, le fotocopie, i dizionari.. per non parlare dei film..
    Avrei preferito sognare ancora un po'.. prima di trovarmi di fronte alla realtà, in uno scontro così crudele e inesorabile.. avrei voluto stare ancora un po' nel mio mondo fatato con i miei sogni e speranze.. ma adesso mi sono disillusa..
    So bene che i problemi sono ben altri e mi vergogno a stare male.. però credo di avere avuto pochi sogni nella vita.. forse troppo pochi.. e vederli svanire da un giorno all'altro senza aver chiesto nulla fa male.. e parecchio.. Non avevo chiesto nulla.. a me sarebbe bastato continuare a sognare il giappone attraverso i miei oggetti, i film e i libri.. ma la possibilità di realizzare il sogno per eccellenza vorrei non averla mia avuta.. sì, sono l'unica persona al mondo che vorrebbe non aver avuto la sua occasione... perchè proprio io?.. non me la merito..
    Avere davanti una possibilità e non poterla afferrare senza avere mille dubbi e paure.. è molto peggio di non averla mai avuta.. ci sono migliaia di ragazze che come me sognano il giappone e mai nessuno gli darà l'opportunità per andarci.. io l'ho avuta.. Ma forse la cosa è molto più semplice.. forse ho solo paura.. paura delle conseguenze.. ho paura di andarmene e poi tornare e trovare tutto cambiato.. ho paura di perdere l'amore mio.. ho paura che accada qualcosa ed io non ci sono.. non voglio costruire la mia felicità sui dolori degli altri.. Credo di non aver versato così tante lacrime da anni..Vorrei che nella mia vita ci fosse qualcosa di semplice.. anche solo per una volta sola.. mi basterebbe.. sono anni che rompo le scatole a tutti con questo giappone.. ricordo che sin dalle medie stressavo sempre i miei amci per vederci i film giapponesi e a loro non piacevano e dicevano che ero fissata.. se mi vedessero chissà che direbbero.. e anche gli amici di adesso..tutti si sarebbero aspettati che avessi accettato senza manco riflettere.. ma forse è solo perchè non se n'è mai parlato seriamente.. siamo tutti bravi a parole.. con i fatti è più difficile.. il giappone non mi spaventa, non è ciò che andrei a scoprire che mi fa paura.. mi fa paura cosa dovrei lasciare.. ma temo che se non provo me ne pentirò per tutta la vita.. perchè bisogna essere obiettivi.. non avrò più altre occasioni.. andare di proprie spese in giappone è impossibile.. incomincio a credere all'amore mio quando dice che i sogni sono solo per la gente che ha i soldi.. solo loro possono permettersi tutto.. anche di sognare..
    April 25

    Inutile sperare di essere capita..non ti capirà mai nessuno.


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    Inutile sperare di essere capita... non ti capirà mai nessuno veramente.. dovrai lottare sempre, costantemente per difendere te stessa e le tue idee e non essere soppressa da quelle altrui..

    Inutile cercare persone uguali a te convinta che con loro potrai andare d’accordo.. sono proprio le persone uguali a noi che non sopportiamo.. quelle totalmente diverse ci completano nelle nostre mancanze.. e ci fanno vedere la vita in un angolazione diversa..in questo modo noi possiamo uscire dal nostro mondo fatato e guardare le cose in modo diverso..

    Non piangere quando ti sentirai abbandonata.. nella vita siamo tutti soli.. puoi avere delle persone accanto ma tu dovrai fare tutto.. nessuno vivrà la vita al posto tuo.. anche quando passi una giornata intera con gli amici.. quando torni a casa sei tu a dover far i conti con te stessa.. perciò.. se non stai bene con te stessa.. non puoi affrontare la vita nel modo giusto..
    Le delusioni saranno più di mille ma altrettante saranno le soddisfazioni.. su questo non bisogna avere dubbi.. tutto sta a noi.. se aspettiamo che le cose cadano dal cielo potrai aspettare in eterno.. siamo noi i primi a doverci mettere in azione..
    Capiterà che qualcuno prima o poi ti volterà le spalle.. tu devi girarti dall'altra parte e continuare per la tua strada.. l'errore più comune che le persone fanno è proprio quello di appoggiare la loro vita su qualcun'altro.. noi dobbiamo reggerci da soli..

    Non devi aver paura della sofferenza perché le cose brutte arriveranno comunque..ma passeranno.. come passano le cose belle passano anche quelle brutte..

    April 23

    Un guerriero della luce...


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    Un guerriero della luce fa sempre qualcosa fuori dal comune.

    Può ballare per strada mentre si reca al lavoro, guardare negli occhi uno sconosciuto e parlare d’amore al primo incontro, difendere un’idea che può sembrare ridicola. I guerrieri della luce si permettono simili cose.

    Egli non ha paura di piangere per antiche pene, o di gioire per nuove scoperte. Quando sente che è giunto il momento, lascia tutto e parte per l’avventura tanto sognata. Quando capisce di essere al limite della resistenza, abbandona il combattimento, senza colpevolizzarsi per aver fatto un paio di follie inaspettate.

    Un guerriero della luce non passa i giorni tentando di rappresentare il ruolo che gli altri hanno scelto per lui.

    Paulo Coelho

    April 16

    voglio morire ankio...

    a volte mi chiedo se ci sei.. e se ci sei ancora come te la passi... di sicuro stai meglio di me.. anche se non esisti più e sei solo un mucchietto di polvere... a volte ti invidio... a volte è molto più facile morire che vivere... vorrei essere morta anchì' io... vorrei morire per lasciare questo mondo che mi da troppo dolore...ho provato a fare come facevi tu per vedere cosa provavi ma non funziona!.. e te ne sei andata per una cosa che nemmeno funziona..! non era una pozione magica!! cosa dovevo fare per fartelo capire??! dove ho sbagliato?!..dimmelo... Non mi sono mai sentita così sola.. e pensando a te.. mi viene voglia di raggiungerti.. sarà solo un momento magari domani leggendo mi renderò conto di quante cazzate si possando scrivere in momenti del genere.. ora però ho solo voglia di farmi del male e aspettare che la morte arrivi e come un'oscura coperta mi porti via per sempre.. tanto starebbero tutti meglio.. ne sono sicura..
    April 08

    video "your call" secondhand serenade


      
    April 07

    che amarezza...


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    Solo due parole: che amarezza.. il non poter vivere i rapporti di amicizia serenamente per colpa di altre persone.. che non sono ancora mature per prendersi le loro responsabilità e quindi a pagare le conseguenze sono sempre gli altri.. dei bambini vestiti da adulti nient'altro...nessuno può capire davvero che significa vivere certe situazioni... io l'unica cosa che posso fare è incazzarmi, spaccare il mondo magari piangere o evadere con la mente da questo schifo di mondo sognando posti fantastici dove certe persone non esistono perchè non lo meritano.. non parlo di mio padre ma più che altro di una specie di orango che sta con lui.. con tutto il rispetto per gli oranghi veri che sono 1000 volte migliori... io aspetto solo il giorno i cui potrò uscire da questa situazione di merda per poter finalmente respirare un'aria migliore priva di menzogne e gente che vale meno di un granello di polvere.. e l'unica cosa che meriterebbe è di essere squartata o massacrata di pugni, calci, coltellate, colpi a accetta oppure più semplicemente sepolta viva e lasciata marcire al posto di qualcun'altro che aveva la sola colpa di essere una persona troppo ingenua e fragile... ma per fortuna io non sono così e giuro che farò pagare a chi merita tutti questi anni di sofferenza passati e soprattutto quest'ultima.. ho così tanta rabbia in me che non so davvero a che cosa potrei arrivare a fare...  non gli darò la soddisfazione di stare male per lei... io anche questa e vado avanti... prima o poi arriverà la resa dei conti.. e stavolta a pagare sarà qualcun'altro..

    April 04

    Complessità del tutto astratte


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    Quando nella testa abbiamo sempre, continuamente lo stesso pensiero..esso ci martella nella mente come un trapano che con la punta scava dentro di noi..col suo rumore ci stordisce..e col passare del tempo diventa una psicosi..

    Questa è una delle cose che ho imparato dalla psicologa che dirige il progetto del quale faccio parte.. almeno adesso ho anche una definizione tecnica di ciò che passa nella mia mente.. e non posso negare quanto per me sia affascinante trovarsi davanti a certe complessità del tutto astratte.. anche se stavolta mi riguardano da vicino.. Sono troppo attaccata ai pensieri, al ricordare.. quando vivo qualcosa più significativo rispetto ad altro la mia mente lo attacca a sé e non riesce più a liberarsene.. ogni mio giorno è disturbato da questi pensieri, da questi ricordi.. come un interferenza rumorosa.. che sconvolgono i miei pensieri e scalpitano come se volessero uscire fuori.. per non parlare poi dei ricordi che erano nell’oblio e che per chissà quale motivo la nostra memoria involontaria rievoca.. ad esempio poche ore fa mi sono seduta sul letto e, proprio come fece Marcel Proust bevendo del the di tiglio con una maddalene.. io guardando la finestra ho ricordato di quando andavo alle elementari e mia madre ogni tanto mi veniva a prendere..un gesto abbastanza semplice e se vogliamo anche dolce guardandolo da fuori..invece nel mio caso questo gesto di mia madre scatenava una serie di casini che ormai sono abbastanza noti a chi mi conosce pertanto non starò qui ad elencarli o descriverli.. e pensandoci e ripensandoci.. mi sono resa conto che sono passati circa 10 anni.. e se pensiamo ai secondi, i minuti, le ore, i giorni, i mesi.. 10 anni sono tanti.. e ricordo bene che a quei tempi nonostante ero molto piccola sapevo bene cosa volevo più di ogni altra cosa.. guardando i film vedevo che i bambini da piccoli grazie a un flash forward di pochi secondi diventavano grandi.. è chiaro che il tempo nei film è impossibile riprodurlo come la realtà.. ed io volendo evadere da quelle realtà l’unica cosa che volevo era un flash forward.. perché, si sa.. quando si è grandi è tutto più facile.. o così almeno si pensa quando si e piccoli.. e poi, naturalmente.. una volta che si cresce alcuni vogliono un flashback per tornare piccoli, sempre per lo stesso motivo.. siamo strani noi esseri umani.. non siamo mai contenti.. io sinceramente non vorrei mai tornare indietro.. non ho mai avuto sindromi di Peter Pan o cose del genere ma al contrario.. anche se so che è impossibile e che dovrò vivere attimo per attimo tutta la mia vita.. molto spesso aspetto ancora un flash forward..


    March 11

    Trovato scheletro di una "Donna Vampiro"


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    Per la festa della donna gli archeologi regalano una straordinaria scoperta: portano alla luce i resti di uno scheletro femminile probabilmente appartenente ad una Donna Vampiro. “È stato ritrovato con un mattone in bocca come fosse stata ‘impalata’ (il termine si usa anche in questo caso) per impedire ogni movimento alle mandibole. Il corpo ritrovato ha permesso così agli studiosi di ipotizzare che, stante le usanze indotte dalla superstizione medioevale (il periodo dovrebbe essere compreso fra ’400 e ’500), potesse trattarsi di una cosiddetta ‘donna vampiro’ ” - ci confida la soprintendente al telefono. Ma a fare la scoperta è il team di Matteo Borrini, docente del dipartimento di Scienze antiche dell’Università di Firenze, esperto di archeologia forense e antropologia fisica, che dalla fine dal 2006 ha condotto una serie di scavi e approfondimenti con un gruppetto di ricercatori tra i quali la sezione veneziana dei Gruppi archeologici d’Italia e altre organizzazioni di settore. “Non sarebbe male che ora ci arrivassero anche un po’ di fondi per continuare” - ci sottolinea un po’ preoccupato per il futuro non tanto roseo. Proprio in questi giorni, dopo aver illustrato la sua ricerca nel maggio scorso in un convegno di settore a Firenze, Borrini ha presentato il suo studio a Denver, negli Stati Uniti, durante i lavori dell’American Academy of Forensic Sciences. “L’idea che questa donna fosse una vampira - precisa Borrini - è probabilmente dovuta alle fasi di decomposizione del cadavere che, all’occhio dei becchini del tempo che riempivano le fosse comuni dei morti appestati, continuava ad avere una propria fattezza umana. La decomposizione provoca nella salma una serie di trasformazioni: i gas contenuti in corpo gonfiano l’addome; la pressione di essi, assieme all’effetto della macerazione delle carni e degli organi interni, provocano delle emorragie che, di conseguenza, comportano delle fuoriuscite di sangue dal naso e dalla bocca”. “Ed è a questo punto - riasssume il professore - che nasce e si sostanzia la “leggenda”. Questa donna, con ogni probabilità, risultava non decomposta nella tremenda fase dell’inumazione dei cadaveri degli appestati, tanto che nei seppellitori deve essersi venuta a creare la consapevolezza che, proprio il suo gonfiore, fosse dovuto al fatto che “bevesse” e si nutrisse del sangue degli altri morti. Ed ecco quindi che a poco a poco si è venuta a creare la figura dei “non morti” ovvero dei vampiri che, dopo essersi nutriti del sangue altrui, sarebbero potuti uscire fuori dalla tomba e contagiare con la peste altre persone”. E quindi il mattone in bocca doveva servire per mettere a freno psicosi collettive che avrebbero potuto traumatizzare ancor di più la gente già condannata o terrorizzata dalla peste. “Per questo - conclude Matteo Borrini - gli addetti alla sepoltura degli appestati inserivano un mattone nella bocca di questi morti “sospetti”, in modo che non potessero più riaprirla”. Non è solo una questione scientifica, ma anche antropologica. “Nell’Europa del XVII secolo - esordisce il professore - era diffusa la credenza che ci fosse uno stretto rapporto tra epidemie e vampiri, e in particolare tra pestilenza e un tipo di vampiro, il “nachzehrer” ovvero il masticatore di sudario, o divoratore della notte, “apparso” per la prima volta in Polonia attorno al Trecento. In sostanza si credeva che la salma, avvolta nel sudario, fosse in realtà ancora vivente, perchè “masticava” le parti del tessuto usato per la sepoltura in corrispondenza della bocca, per poter così succhiare il sangue altrui. É evidente che tutto ciò era dovuto invece esclusivamente agli acidi sprigionati dalla decomposizione”. Dopo queste affermazioni possiamo raggrellarci perchè viene fatta giustizia. Il gentil sesso ha dovuto per secoli soccombere alle dottrine ecclesiastiche che si sono mescolate con fantasticherie le più assurde.

    March 06

    Armin Meiweis “Il cannibale di Rotenburg”

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    Armin Meiweis “Il cannibale di Rotenburg”

     Il profilo che vi presento credetemi, nonostante le vittima sia una soltanto, è davvero raccapricciante! Ma iniziamo dal principio. Il Serial Killer è Armin Meiweis, la vittima Bernd-Juergen Brandes ingegnere berlinese di 43 anni. I due si erano conosciuti, tramite un annuncio di Meiweis inserito su Internet nella quale cercava candidati disposti a farsi macellare e poi mangiare. Il seguito sembra la sceneggiatura di un nuovo film su Hannibal Lecter. La notte fra il 9 e 10 Marzo 2001, in una soffitta predisposta per il crimine della sua villa abbandonata con 42 stanze a Rotenburg (Asia dell'est) si compie il delitto. Dopo che l'ospite venuto da Berlino aveva ingerito 20 tranquillanti e bevuto una bottiglia di alcool, il carnefice gli taglia il pene e assieme a lui se lo mangia. Dieci ore dopo, di notte, dopo che la vittima perde coscienza per la forte perdita di sangue, gli taglia la gola e lo fa a pezzi. Quindi mette le parti del corpo sezionate in buste di plastica e le surgela. Col tempo le ha divorate pezzo dopo pezzo. «Ogni volta che mangiavo una parte di carne - ha riferito Meiwes - mi ricordavo di lui. È stato come fare la comunione». Una videocamera tenuta accesa la sera del delitto ha filmato passo dopo passo tutte le scene dell'orrore. La pellicola è stata mostrata, a porte chiuse, come materiale di prova all’udienza del processo. Durante l’assassinio Meiwes ha detto di avere provato «al contempo odio, rabbia e felicità». «Lo smembramento del corpo mi ha divertito, il momento dell'uccisione è stato terribile». Fin da bambino, ha raccontato, aveva fantasie di squartare e mangiare i compagni di scuola che gli piacevano: «l'ho desiderato tutta la vita». Da adulto film di zombi, o con scene cruente e carneficine, hanno eccitato la sua fantasia. Da piccolo con una madre col carattere fin troppo forte e un padre che aveva abbandonato presto la moglie e i tre figli, Meiwes viene afflitto dalla solitudine: quando il fratello maggiore se ne andò di casa per studiare si sente totalmente abbandonato. Si inventa un «fratello immaginario» a cui da il nome di Frank. Ed è proprio con lo pseudonimo 'Franky' che Meiwes, a metà del 2000, un anno dopo la morte della madre, si mette in cerca sulla rete della vittima disposta a farsi ammazzare e mangiare. Solo il pensiero si tagliare un corpo umano, quello di «un uomo giovane bello e snello», lo eccitava sessualmente, ha confessato. Con l'ingegnere di Berlino capì che il sogno poteva diventare realtà: «lui è serio, desidera veramente di essere macellato», pensò della vittima. Dopo il primo delitto cannibalesco, l'imputato ha incontrato altri cinque uomini che si erano offerti, via E-mail, come possibili vittime ma alcuni non facevano al caso: chi era troppo grasso, chi non si è fatto più sentire dopo che lui gli aveva detto chiaro e tondo: «Se accetti devi sapere che morirai». E a quanto pare i volontari non mancavano: «Ci sono centinaia, migliaia di persone che cercano solo di essere mangiate», ha affermato Meiwes davanti all'allibito uditorio del tribunale. Dagli esami risulta che l'imputato è in pieno possesso delle sue facoltà mentali. Per l'accusa si tratta di omicidio a fini di soddisfazione sessuale. La difesa ribatte invece che la vittima era consenziente e che al massimo di può parlare di aiuto all'eutanasia. Il processo, per il quale sono stati riempiti 34 raccoglitori di carte, in realtà deve ancora terminare, nonostante la condanna a 8 anni di carcere già comminata. L’epilogo forse a Gennaio 2007. Nei dibattimenti sono stati ascoltati 38 testimoni e diversi esperti. Per la giustizia si tratta di un garbuglio mai visto: nessun precedente giuridico, un reato che non esiste nel codice penale e una vittima consenziente. Al cannibale di Rotenburg, la polizia è giunta dopo una segnalazione di uno studente di Innsbruck che si era imbattuto su Internet in un annuncio per la ricerca di vittime. In una perquisizione, nel Dicembre 2002, nella sua residenza cadente di campagna furono trovate quattro buste da congelatore con carne umana e una buca con delle ossa e un teschio nel giardino. Secondo gli inquirenti, l'imputato ha mangiato almeno venti chili di carne umana..

     Questa storia mi ha particolarmente stupito.. sia perchè mostra un lato della mente umana su cui ancora non mi ero soffermata.. e sia perchè, una volta tanto, la vittima era consenziente, anzi si è offerta spontaneamente.. questo mi lascia ancora più stupita di quante mentalità ci sono,,quanti modi di pensare e normalità soggettive.. Ho fatto molte ricerche sui vari aspetti della mente umana.. delle varie devianze che essa può prendere.. zoofilia, necrofilia, incesti, cannibalismo..ed ora un particolare aspetto della necrofagia..  Più cerco delle risposte più altri argomenti mi vengono in mente.. l’unica cosa che posso fare e continuare a ricercare le risposte ai mille dubbi della mia mente..


    March 02

    ho voglia di piangere..


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    tutti mi hanno sempre considerato una ragazza forte…tanto che alla fine mi sono illusa anch’io di esserlo.. ma in realtà io mi sento la ragazza più fragile di questo mondo.. mi sento sprofondare e non riesco più a tornare su… sento il cuore che batte forte, il respiro aumenta, le lacrime che tentano di uscire…poi trattengo..e tento di nascondere tutto dentro di me..peggiorando la situazione…le mani tremano, il mio corpo si agita come se ci fosse qualcosa che tenta di uscire.. non riesco a chiedere aiuto… o forse lo sto chiedendo a modo mio..ma non può sentirmi nessuno.. non è colpa di nessuno.. credo che nessuno potrebbe farlo.. mi faccio schifo.. sto vedendo tutta la mia stabilità crollare.. e non so più come raccogliere i pezzi…nessuno riesce a sentirmi…ho paura..aiuto…

    Inutile tentare di nascondere… basta fingere o credere di stare bene..

    February 27

    questa volta ho messo una bella immagine allegra :)


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    Ieri ho visto un film giapponese.. questa volta però non era horror, era un film in un certo senso sentimentale, di amicizia, il titolo è Nana, l’ho voluto vedere perché ho la passione per il giappone perciò appena ho l’occasione di vedere un film Made in Japan non perdo tempo.. ma li vedo giusto per avere una finestra sul giappone, vedere le persone, le case, i luoghi di quel fantastico mondo mi piace tantissimo, mi fa sognare di poter essere anche io lì.. invece stavolta questo film non mi ha fatto solo un po’ sognare.. mi ha anche fatto ricordare.. la storia è piuttosto semplice, due ragazze si incontrano su un treno e per gioco del destino hanno la stessa età e lo stesso nome, Nana, ma allo stesso tempo sono molto diverse, una è una ragazza semplice, un po’ bambina, sognatrice che non sa ancora bene cosa fare della sua vita, l’altra invece è più coi piedi per terra, coi i suoi sogni ben fissi nella mente, la sua vita sono la musica rock, la chitarra e cantare.. tra loro inizia una bella amicizia dove due mondi opposti si incontrano fino a formarne uno solo... Guardando questo film era chiaro chi e cosa mi poteva venire in mente…Nicoletta..e la nostra amicizia.. parecchie scene del film mi hanno riportato alla memoria tanti momenti passati con lei e mi hanno fatto riflettere su come i nostri mondi talmente diversi abbiano avuto qualcosa che li unisse.. lei mi ha dato tantissimo, il suo mondo pieno di musica e magia mi ha fatto tirare fuori una parte di me che ormai era sommersa da troppo cose inutili.. Porto mille ricordi della nostra amicizia.. quando ci aiutavamo a vicenda senza rendercene conto..quando dormivamo insieme a casa mia e scoppiavamo a ridere da sole senza nemmeno un reale motivo..la tenerezza che provavo quando mi svegliavo la mattina e la trovavo vicina vicina a me nonostante ci fosse tanto spazio.. tutte le litigate..quando le spezzavo le sigarette e lei faceva finta di niente anche se sapevo bene che la facevo arrabbiare :) ..quando l’ho sentita per la prima volta suonare la chitarra.. in quel momento i brividi mi percorrevano la schiena nel vedere una ragazza che con tanta grinta inseguiva il suo sogno come ormai pochi hanno ancora il coraggio di fare..  io stessa ho messo da parte mille sogni per vivere nella realtà.. ho messo via il kimono nel cassetto e arrotolato la cintura.. e ho smesso di dare uno spazio alle parole della mia fantasia limitandomi solo a guardare i film da spettatore.. forse non ci ho creduto abbastanza.. non lo so.. ma ora più che mai sono convinta che è sbagliato non credere nei sogni per paura di non poterli realizzare… non si deve aver paura di voler bene e amare per paura di soffrire…a volte bisogna buttarsi anche col rischio di sbattere il muso.. per questo cara Nico spero che tu non smetta mai di credere sempre e comunque nei sogni perché questi rispecchiano la parte di noi più nascosta che nessuno mai vedrà se non tramite essi.. ti voglio un mondo di bene tesoro non cambiare mai…

    February 26

    Leonarda Cianciulli, “La saponatrice di Correggio”

    Leonarda Cianciulli, “La saponatrice di Correggio”


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    Leonarda Cianciulli nacque a Montella, in provincia di Avellino, nel 1892 in seguito a una violenza carnale subita da Emilia Di Nolfi, la madre. La donna, per un’atroce disegno del destino, fu addirittura costretta a sposare il suo violentatore così odierà per sempre quella creatura incolpevole, anche dopo aver divorziato ed essersi risposata con Mariano Cianciulli, dal quale avrà altri figli. Leonarda ebbe un’infanzia difficile, da lei così descritta: “Ero una bambina debole e malaticcia, soffrivo di epilessia, ma i miei mi trattavano come un peso, non avevano per me le attenzioni che davano agli altri figli. La mamma mi odiava perché non aveva desiderato la mia nascita. Ero infelice e volevo morire. Cercai due volte di impiccarmi; una volta arrivarono in tempo a salvarmi e l’altra si spezzò la fune.” La madre gli fece capire che le dispiaceva di rivederla viva. Una volta ingoiò due stecche del suo busto, sempre con l’intenzione di morire, e mangiò alcuni cocci di vetro: non accadde nulla. Segnata da una vita ingrata, nel 1914 sposò Raffaele Pansardi, impiegato dell'ufficio del registro, e andò a vivere a Lariano, nell'Alta Irpinia. Nel 1930 il terremoto del Vulture distrusse la loro casa e gli sposi si trasferirono a Correggio, in provincia di Reggio Emilia. Leonarda ebbe diciassette gravidanze con tre parti prematuri, dieci figli morirono in tenera età. I quattro sopravvissuti erano per Leonarda un bene da difendere a qualsiasi prezzo, angosciata dal ricordo di una zingara che molti anni prima le aveva predetto un amaro destino: "Ti mariterai, avrai figliolanza, ma tutti moriranno". Più tardi, un'altra zingara le disse: "Vedo nella tua mano destra il carcere, nella sinistra il manicomio". Nel 1939, alla notizia che Giuseppe, il figlio maggiore e prediletto, sarebbe partito per il militare con la minaccia sempre più concreta dell'ingresso in guerra dell'Italia, Leonarda decise, oramai in preda alla pazzia, di effettuare sacrifici umani in cambio della vita del ragazzo. La Cianciulli frequentava tre amiche, donne sole, non giovani, che avrebbero volentieri cambiato l’esistenza per sfuggire alla noia e alla solitudine del paesello. Tutte e tre chiesero aiuto a Leonarda, la quale decise che era giunto il momento di agire. La prima a cadere nella rete fu Faustina Setti detta “Rabitti”, la più anziana, attirata da Leonarda con la promessa di averle trovato un marito residente a Pola. Leonarda persuase la donna a non parlare con nessuno della novità. Il giorno della partenza Faustina si recò a salutare l'amica, che la convinse a scrivere alcune lettera e cartoline che avrebbe spedito appena giunta a Pola, in cui annunciava a parenti e amici che tutto andava per il meglio. Ma a Pola Faustina Setti non giungerà mai, perché cade sotto i colpi di scure di Leonarda Cianciulli, che trascina il corpo in uno stanzino e lo seziona in nove parti, raccogliendo il sangue in un catino. Poi, come scriverà nel suo memoriale, «gettai i pezzi nella pentola, aggiunsi sette chilogrammi di soda caustica, che avevo comprato per fare il sapone, e rimescolai il tutto finché il corpo sezionato si sciolse in una poltiglia scura e vischiosa con la quale riempii alcuni secchi e che vuotai in un vicino pozzo nero. Quanto al sangue del catino, aspettai che si coagulasse, lo feci seccare al forno lo macinai e lo mescolai con farina, zucchero, cioccolato, latte e uova, oltre a un poco di margarina, impastando il tutto. Feci una grande quantità di pasticcini croccanti e li servii alle signore che venivano in visita, ma ne mangiammo anche Giuseppe e io». La seconda vittima si chiamava Francesca Soavi, cui Leonarda aveva promesso un lavoro nel collegio femminile di Piacenza. Francesca la mattina del 5 Settembre 1940 si recò a salutarla prima di partire. Leonarda convinse la donna a scrivere due cartoline, dicendole che le avrebbe dovute spedire per annunciare ai conoscenti la partenza evitando di far conoscere la sua destinazione. La Cianciulli si avventò come una furia sulla donna e ripeté lo scempio. La terza e ultima vittima si chiamava Virginia Cacioppo, ex cantante lirica, cinquantatreenne, costretta a vivere in miseria e nella nostalgia del proprio passato di artista. Leonarda le propose un impiego a Firenze, come segretaria di un misterioso impresario teatrale, pregandola, come al solito, di non farne parola con nessuno. Virginia, entusiasta della proposta, mantenne il segreto e il 30 Settembre 1940 si recò a casa della donna dove, raccontò Leonarda, «Finì nel pentolone, come le altre due. La sua carne era grassa e bianca, quando fu disciolta vi aggiunsi un flacone di colonia e, dopo una lunga bollitura, ne vennero fuori delle saponette cremose accettabili. Le diedi in omaggio a vicine e conoscenti. Anche i pasticcini furono migliori del solito: quella donna era veramente dolce». La cognata dell'ultima vittima, insospettita per la sparizione improvvisa della parente, vista entrare in casa della Cianciulli, ne denunciò la scomparsa al questore di Reggio Emilia, il quale, seguendo i numerosi indizi lasciati dall'omicida, arrivò alla "saponificatrice". Sottoposta a interrogatorio la donna confessò senza resistenze i tre omicidi. La Corte stabilì che Leonarda Cianciulli era l'unica responsabile di quei turpi crimini e la condannò a trent'anni di carcere e a tre anni di manicomio. Morì nell’ospedale psichiatrico giudiziario per donne di Pozzuoli, il 15 Ottobre 1970, stroncata da apoplessia celebrale. A chiunque si domandi il motivo di tutta questa sua ferocia la risposta è che lei pensava di essere stata colpita da una maledizione la quale pensava di potersene liberare offrendo in cambio dei sacrifici umani.

    February 24

    la vera storia del mostro di Rostov, killer di 55 vittime fino al 1990


    ANDREJ CHIKATILO


    Soprannome: Il Mostro di Rostov
    Luogo omicidi: Rostov e dintorni (Ucraina)
    Periodo omicidi: 1978 - 1990
    Numero vittime: 55
    Modus operandi: cannibalismo e mutilazioni
    Cattura e Provvedimenti: arrestato nel novembre 1990, giustiziato con un colpo di pistola alla nuca il 15 febbraio
      1994

    Andrej Chikatilo è sicuramente il serial killer più spietato che la Russia possa ricordare. Un mostro, un pedofilo senza alcuna pietà, un folle. Ci sono voluti diversi anni per arrivare al suo arresto e sul suo destino vige un alone di mistero. Andrej Chikatilo nasce il 15 ottobre 1936 da una famiglia di agricoltori, in un piccolissimo villaggio dell'attuale Ucraina.
    Suo padre non c'
    è più, è sparito misteriosamente durante una delle note "purghe staliniane", mentre sua madre è una pazza. Ella è solita raccontare ai suoi due figli (Andrej e sua sorella) che loro avevano fratello ma che questi, durante il freddo inverno 1930, era stato mangiato vivo dai contadini affamati.
    Ci
    ò minerà non poco la stabilità mentale del piccolo Chikatilo.
    Come se non bastasse Andrej diventa presto miope e durante l'adolescenza soffre di una malattia che lo render
    à impotente per molti anni.
    Nonostante nel 1960 diverr
    à marito e padre, Andrej rimarrà comunque convinto di essere stato castrato e accecato nella culla, dai contadini del suo villaggio.

    Cresciuto, Andrej si iscrive al partito comunista, fa il servizio militare e si laurea in lettere come un normalissimo ragazzo russo e, nel 1972, comincia a insegnare in un istituto tecnico a Rostov.
    Nonostante l'infanzia difficile Andrej
    è diventato un insegnante, si è sposato e adesso vive in una bella casa proprio vicino alla scuola.
    Le cose per
    ò si mettono male anche nell'istituto: i ragazzi cominciano a chiamarlo "oca" e "finocchio", alcuni di essi lo aggrediscono di notte.

    22 ottobre 1978. Andrej uccide per la prima volta. E' anomalo per un serial killer cominciare cos
    ì tardi (42 anni) la propria "attività", solitamente cominciano intorno ai 20 anni. La vittima è una bambina di 9 anni, Lenochka Zakotnova, incontrata alla fermata dell'autobus. L'assassino la porta in una casetta abbandonata nella campagna circostante, e qui prova a violentarla. Non riuscendoci, preso dalla rabbia, la uccide con tre forti coltellate e getta il corpicino nel fiume che scorre vicino a Shakhty.
    La bambina viene trovata alla vigilia di Natale ma nessuno sospetta minimamente di Chikatilo, padre di famiglia, insegnante, un uomo che non fuma e non beve.
    Viene invece accusato un violentatore della zona, tale Alexander Kravchenko, su pressione della famiglia della piccola l'uomo viene condannato immediatamente e fucilato.

    1982. Andrej viene accusato ripetutamente di molestie nei confronti dei suoi alunni e viene licenziato dall'istituto tecnico. Grazie alla tessera del partito comunista, riesce per
    ò a trovare posto come operaio in una piccola fabbrica vicino a Shakhty. Un lavoro perfetto per il Mostro di Rostov: per recarsi al lavoro Chikatilo deve viaggiare molto in treno, e in questo modo conoscerà la maggior parte delle sue vittime.
    La seconda
    è Larisa Tkachenko, una ragazzina che stava marinando il Liceo. L'uomo, non si sa come, riesce a convincerla a fare l'amore con lui ma, giunti al momento cruciale, la ragazza scoppia a ridere di fronte all'impotenza del suo partner occasionale. La rabbia di Chikatilo è violentissima: la ragazza viene strangolata, morsa a sangue sulle braccia e sui seni (Andrej ne ingoia anche un capezzolo). Per finire il Mostro le conficca un palo nella vagina.

    12 giugno 1982. Lyuba Biryuk ha 12 anni e gioca spensierata quando Chikatilo l'adesca. Portatala nel bosco la accoltella quaranta volte, cavandole anche gli occhi. Questo in futuro sar
    à uno dei biglietti da visita del Mostro di Rostov.
    A questo punto Andrej si ferma fino al 1983.

    Tra il 1983 e l'estate del 1984 la follia del Mostro cresce esponenzialmente. Le sue vittime salgono a trenta, quindici delle quali cadono tra il gennaio e il settembre 1984.
    In alcuni casi viene riscontrato che i malcapitati erano ancora in vita mentre il loro sangue veniva bevuto.
    Tra le vittime anche un bambino di 9 anni, Oleg Podzhidaev
    . Al contrario degli altri, il suo cadavere non
    è mai stato ritrovato ma, in sede di processo, Chikatilo ha dichiarato di aver castrato il piccolo Oleg e di averne gettato il corpo da qualche parte nei boschi.

    Siamo nell'apice degli omicidi del Mostro quando, il 22 febbraio 1984, Andrej Chikatilo viene arrestato con l'accusa di aver rubato della tela cerata.
    La polizia lo tiene in carcere ben tre mesi, vogliono accertarsi che non sia lui il Mostro.

    Sono le analisi del sangue a salvare Andrej: per un incredibile caso fortuito, il suo gruppo sanguigno non corrisponde con lo sperma trovato sui cadaveri.
    Passano pochi mesi e il Mostro viene arrestato nuovamente: un Giudice, che ha preso in simpatia l'uomo, lo fa per
    ò scarcerare immediatamente con mille scuse.

    Nei dintorni di Rostov ricominciano cos
    ì a sparire bambini, bambine e donne per lunghi mesi, mentre i loro cadaveri vengono ritrovati ovunque: nei fiumiciattoli, dentro delle baracche abbandonate nei boschi, lungo la ferrovia ecc. ecc.
    Nel frattempo da ogni parte del paese arrivano dei ritardati mentali che si consegnano alle forze dell'ordine, confessando di essere i responsabili degli omicidi.
    Per vagliare ogni singolo caso la polizia perder
    à le tracce del mostro per diversi mesi.
    Solo nel 1990, a 12 anni di distanza dal primo omicidio, anche questo incubo giunge finalmente a termine.

    22 novembre. Chikatilo viene arrestato per la terza volta e, cosa comune a tutti gli assassini seriali, questa volta si abbandona a una confessione-fiume liberatoria.
    Con l'aiuto di alcuni manichini vengono ricostruiti nei minimi dettagli tutti gli orrendi omicidi.
    La voce cavernosa e monotona dell'uomo non sorvola su di niente: vengono descritte le tattiche di adescamento, gli omicidi, Chikatilo parla con incredibile calma di bambini accoltellati, di occhi perforati, di dita mozzate a morsi, di cuori strappati e di capezzoli ingoiati.
    Aggiunge alla lista della polizia ben 19 omicidi che nessuno aveva pensato di attribuirgli.

    EPIGOLO
    Il processo al Mostro di Rostov comincia nel 1992.
    Chikatilo inizialmente nega tutto, ma le confessioni dell'autunno 1990 erano state registrate su nastro e lo incastrano.
    L'assassino partecipa al processo in una sorta di follia mistica. Mentre i Giudici e gli Avvocati discutono, il Mostro di Rostov fissa il pubblico presente in tribunale con degli occhi vuoti e bianchi, con un sorriso da bambino sempre stampato sulla sua bocca. Andrej sembra meravigliato e felice, probabilmente sentirsi al centro dell'attenzione gli fa molto bene, finalmente si sente liberato da tutte le sue frustrazioni.
    Nell'agosto del 1992 il verdetto: Andrej Chikatilo viene giudicato capace di intendere e di volere e quindi condannato alla pena capitale. Al momento della sentenza Chikatilo si alza in piedi canta a squarciagola l'Internazionale Russa.
    Secondo i dati ufficiali, l'esercito russo ha giustiziato Andrej Chikatilo il 16 febbraio 1994, con un colpo di pistola alla nuca, nel cortile del carcere di Mosca.
    Molte cliniche psichiatriche di fama mondiale avevano prenotato il suo cervello, ma nessuna di esse l'ha mai ricevuto..il Mostro di Rostov
    è stato giustiziato veramente?Sulla storia di Chikatilo David Grieco ha realizzato un film, "Evilenko" (Italia, 2004), con Malcolm McDowell nella parte del terribile assassino.

    "E' un uomo molto alto, dritto come una colonna, con occhi azzurri molto chiari. Non piaceva ai bambini. Abbiamo saputo che
    è stato mandato via, c'erano stati dei problemi perché molestava le bambine" (Testimonianza dei vicini di casa di Chikatilo quando questi insegnava) e sul suo destino vige un alone di mistero.

    February 23

    vi siete mai chiesti di cosa è fatto uno specchio?..



    Vi siete mai chiesti di cosa e’ fatto uno specchio? Io si, parecchie volte, ma un po’ per pigrizia e un po’ perché mi passava di mente non avevo mai cercato la risposta.. oggi pero’ mi sono decisa e ho cercato alcune notizie.... e’ un po’ strana come domanda, mi rendo conto.. pero’ mi sono resa conto che ormai lo specchio e’ entrato nella nostra quotidianita’ e spesso lo usiamo solo per contemplare il nostro viso o il nostro corpo che viene riflesso, senza soffermarci a guardare l’oggetto in quanto tale.. non ci chiediamo che cosa sia... Per quanto mi riguarda, lo specchio mi sembra un elemento.. qualcosa che trovi in natura gia’ così.. per la sua limpidezza e la sua perfezione mi riesce difficile pensare che sia stato creato dall’uomo.. invece e’ proprio così..

    I primi specchi realizzati nell'antichita’ erano semplici lastre di metallo, spesso argento, rame o bronzo, perfettamente lucidate. Gli Incas usavano argento, Archimede a Siracusa usava rame ,per i suoi specchi "ustori", per bruciare le vele e le navi romane. Nel XIV secolo a Venezia si producevano specchi unendo una lastra di cristallo lucidato con fogli di stagno e mercurio: i sottili strati di stagno venivano uniti al vetro tramite un bagno di mercurio ed esercitando pressione; tale processo era costoso e complesso, rendendo lo specchio un prodotto di lusso. Nella seconda meta’ del XIX secolo il costo degli specchi e’ radicalmente calato grazie ad un nuovo processo di produzione, l'argentatura: tramite una soluzione di ammoniaca ed acido tartarico si fissano al vetro dei nitrati d'argento, ed il vetro veniva successivamente ricoperto da gommalacca. Oggi gli specchi consistono in una lastra di vetro su cui e’ deposto un sottile strato di alluminio o rame o argento, fissato al vetro per elettrolisi. Lo strato metallico e’ deposto sul lato opposto a quello riflettente ed e’ ricoperto da una vernice a scopo protettivo. In questo modo il delicato rivestimento e’ protetto dal vetro stesso, ma si ha una seconda riflessione minore causata dalla superficie frontale del vetro. Questo tipo di specchi riflette circa l'80% della luce incidente... Quindi lo specchio di oggi e’ tutt’altro che naturale.. io sono sempre stata affascinata dagli specchi.. sono secondo me l’unico oggetto che ci fa vedere la realta’ pienamente..in tutti i suoi aspetti.. ad esempio noi siamo in una stanza, davanti ad uno specchio.. con lo sguardo riusciamo a vedere solo tre pareti, tre lati della stanza.. lo specchio ci permette di vedere anche la quarta... non so quanti di voi ci hanno fatto caso.. puo’ sembrare una stupidaggine ma questo ci fa capire un po’ la strana natura dell’uomo.. noi vediamo le cose da una certa prospettiva.. ma altre non riusciamo a vederle.. e’ un po’ come guardare un diamante.. ha mille sfaccettature ma on riusciamo mai a vederle tutte.. abbiamo bisogno di un aiuto per vedere appieno senza soffermarci alla superficie.. credo che il segreto, la cosa piu‘ difficile  sia proprio questa.. riuscire a vedere cio’ che non tutti vedono..

    February 21

    sorriso diabolico

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    Sorriso diabolico

    Nel Lazio vicino a Viterbo ci sono due paesini: Tuscania e Tarquinia; molto e molto tempo fa una famiglia di Tuscania aveva strette relazioni con una bambina abbandonata che viveva in una piccola casa a Tarquinia. Un giorno la famiglia tuscaniese venne a conoscenza della morte della povera fanciulla, trovata morta con un con un sorriso diabolico stampato in faccia. Tutti gli abitanti di Tarquinia da quel giorno incolparono la famiglia della sua morte, in quanto tutti i giorni loro mandavano un servitore a portare da mangiare alla bambina; la famiglia incredula si difese spiegando che l'unica persona che poteva avere un contatto con la bambina era appunto il servo. Da allora il servitore non si e' fatto piu' vedere. In seguito sono accaduti fatti strani e inspiegabili, come la morte di un intero bestiame nelle campagne presso Tuscania: tutti gli animali erano con il sorriso e gli occhi rossi di sangue spalancati. Si dice anche che chi sente questa storia sogni poi il servitore, morto, con in faccia il suo sorriso diabolico, con accanto il parente piu' caro del sognatore anch'egli con quello strano sorriso...

    February 07

    La Strega di Blair, finzione o realtà

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    LA STREGA DI  BLAIR, 
    FINZIONE O REALTÀ

     Se si chiede ad una persona che cosa gli evochi nella mente il nome la strega di Blair, questa subito ti dirà il film "The Blair Witch Project" che nel 1999 ha fatto il record di incassi cinematografici.
    Ma dietro il film più o meno reale, si cela una leggenda che a partire dal Febbraio 1785 segue e terrorizza gli abitanti del paesino di Blair in America. Proprio in quella data molti bambini denunciano ai genitori che la signora Elly Kedward, donna irlandese, li obbligava ad andare nella propria abitazione dove prelevava loro dei campioni di sangue. Per questi motivi la donna venne immediatamente bandita e cacciata dal villaggio per stregoneria. Durante l
    inverno successivo, molto rigido, tutti gli abitanti del villaggio diedero la donna per morta. Nel 1786 dopo appena un anno, gli accusatori della donna e molti bambini presenti nel villaggio, scomparvero misteriosamente senza lasciare traccia. Temendo la maledizione di Elly tutti gli abitanti fuggono dal villaggio promettendo di non ritornarci. 

     

    Così dove una volta sorgeva il villaggio di Blair viene fondato, nel 1824, un nuovo villaggio: Burkittsville . Ma la scia di sangue non termina, anzi…. Nellagosto 1825 molti popolani vedono una ragazza del posto Treacle Eileen trascinata nel torrente da una figura femminile. Il torrente non era molto profondo, circa un metro e venti, ma nonostante ciò il corpo della ragazza non fu mai ritrovato. Inoltre furono ritrovati sia nel fiume che nel bosco, per oltre tredici anni, strane figure di forma umana composte da legnetti intrecciati tra loro. Nel Marzo del 1886 unaltra fanciulla di nome Robin di soli otto anni sparisce misteriosamente                                                                    

    subito partono le squadre dei soccorritori, ma dopo un giorno la bambina ritorna a casa da sola e sono proprio i soccorritori della prima squadra che scompaiono nella foresta. La bambina racconta di essere stata avvicinata da unanziana signora la quale l ha accompagnata in una casa nella foresta e costretta a stare nello scantinato fino al suo ritorno. 

     

    La giovane impaurita, vedendo che la signora non ritornava decise di scappare e tornare al villaggio. I cinque membri della squadra scomparsa vengono ritrovati da una seconda squadra in un angolo della foresta, chiamata roccia della bara, vicino al torrente Teppy West, legati e uccisi brutalmente, i quali evidenziavano strane incisioni e simboli su tutto il corpo. I soccorritori tornano velocemente in paese per chiedere aiuto ma una volta tornati sul posto, dove avevano trovato i corpi dei soccorritori uccisi, dei cadaveri non era rimasta nessuna traccia a parte una grossa chiazza di sangue e un indescrivibile odore di morte.

     

    Tutto rimase tranquillo fino al Novembre del 1940 quando per circa otto mesi scomparvero dal villaggio ben otto bambini. Il 25 Maggio 1941 Rustin Parr un eremita che viveva nei boschi va nel mercato di Burkittsville e urla alla folla dicendo: sono finalmente giunto al termine. La polizia subito non capì che cosa intendeva dire luomo con quella frase, ma subito dopo lui stesso confessò di sua spontanea volontà di aver brutalmente ucciso, seguendo dei rituali magici, sette degli otto bambini da lui rapiti, e di aver lasciato libero l ottavo Kyle Brody. La polizia accorsa nei boschi, andò nella casa di Rustin, e nella cantina trovò sette bare segnate da altrettante pile di sassi. Gli inquirenti quando interrogarono Rustin chiedendogli cosa laveva spinto a fare una cosa del genere si sentirono descrivere questa bizzarra storia: Rustin affermò che fu costretto a compiere quegli omicidi dalla voce, la quale diventava nella sua testa ogni giorno sempre più forte e convincente, di una vecchia signora il quale spirito vagava per la foresta. Questa voce seguiva Rustin giorno e notte indicandogli chi e come uccidere. Nella mattina del 25 Maggio, la donna che lo aveva posseduto mentalmente tutti quei mesi gli comparì davanti dicendogli che il suo lavoro era terminato e che doveva andare nel villaggio e raccontare a tutti ciò che aveva fatto. 
    Parr Rustin fu condannato a morte per strage e subito giustiziato nel Novembre 1941. Kyle Brody unico bambino sopravvissuto, il quale dovette assistere all
    uccisione degli altri sette, non si è mai ripreso dallo choc e per questo fu ricoverato in una clinica psichiatrica dove morì, probabilmente suicidatosi, nel 1971.

     

    Su questa vicenda sono stati scritti molti libri, la maggior parte dei quali puramente inventati.
    L
    unica degno di nota, nonostante la sua difficilissima reperibilità è: Il culto della strega di Blair. Volume rarissimo che illustra perfettamente la figura della strega.

     

    IPOTESI SOPRANNATURALE

    Queste teorie sono strettamente personali e riguardano gli efferati omicidi compiuti da Rustin Parr. Rustin Parr ha subito una possessione mentale e fisica da parte di Elly Kedward la signora che fu cacciata dal villaggio per stregoneria, questo spiegherebbe il perché l uomo sentisse la voce della donna e proprio quella voce lo obbligasse a compiere quegli omicidi. Le motivazioni che possono aver spinto la donna a compiere tale vendetta possono essere di rabbia e odio verso i cittadini di Blair che l avevano bandita dal villaggio. In effetti un prelievo di sangue non si può effettivamente definire stregoneria, anche se nel 1700 si veniva bruciati sul rogo per molto meno di questo…

    IPOTESI ACCADEMICA

    Questa ipotesi non è da scartare anche se non riguarda la sfera del paranormale. Potrebbe essere che Elly non abbia in alcun modo influenzato Parr anzi: Rustin potrebbe aver semplicemente letto la storia del villaggio di Blair e della sua fantomatica strega e aver usato questa scusante per compiere gli efferati omicidi. La sua confessione nel mercato del paese può essere dovuta o ad un senso di colpa, dimostrato nella liberazione dellottavo bambino o da una malattia mentale venutagli durante i setti mesi in cui ha ucciso proprio sette bambini. Ultimo fattore è il modus operandi di Rustin Parr, infatti ha agito esattamente come agirebbe un serial killer: il modo in cui ha ucciso le vittime sempre uguale e utilizzando gli stessi rituali magici e la firma che ha lasciato mettendo un cumulo di pietre sulle bare.

    Alla domanda quale sia lipotesi corretta, solo una persona potrebbe dare la risposta…. Se non fosse morta nel Novembre del 1941.