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February 27 questa volta ho messo una bella immagine allegra :)![]()
Ieri ho visto un film giapponese.. questa volta però non era horror, era un film in un certo senso sentimentale, di amicizia, il titolo è Nana, l’ho voluto vedere perché ho la passione per il giappone perciò appena ho l’occasione di vedere un film Made in Japan non perdo tempo.. ma li vedo giusto per avere una finestra sul giappone, vedere le persone, le case, i luoghi di quel fantastico mondo mi piace tantissimo, mi fa sognare di poter essere anche io lì.. invece stavolta questo film non mi ha fatto solo un po’ sognare.. mi ha anche fatto ricordare.. la storia è piuttosto semplice, due ragazze si incontrano su un treno e per gioco del destino hanno la stessa età e lo stesso nome, Nana, ma allo stesso tempo sono molto diverse, una è una ragazza semplice, un po’ bambina, sognatrice che non sa ancora bene cosa fare della sua vita, l’altra invece è più coi piedi per terra, coi i suoi sogni ben fissi nella mente, la sua vita sono la musica rock, la chitarra e cantare.. tra loro inizia una bella amicizia dove due mondi opposti si incontrano fino a formarne uno solo... Guardando questo film era chiaro chi e cosa mi poteva venire in mente…Nicoletta..e la nostra amicizia.. parecchie scene del film mi hanno riportato alla memoria tanti momenti passati con lei e mi hanno fatto riflettere su come i nostri mondi talmente diversi abbiano avuto qualcosa che li unisse.. lei mi ha dato tantissimo, il suo mondo pieno di musica e magia mi ha fatto tirare fuori una parte di me che ormai era sommersa da troppo cose inutili.. Porto mille ricordi della nostra amicizia.. quando ci aiutavamo a vicenda senza rendercene conto..quando dormivamo insieme a casa mia e scoppiavamo a ridere da sole senza nemmeno un reale motivo..la tenerezza che provavo quando mi svegliavo la mattina e la trovavo vicina vicina a me nonostante ci fosse tanto spazio.. tutte le litigate..quando le spezzavo le sigarette e lei faceva finta di niente anche se sapevo bene che la facevo arrabbiare :) ..quando l’ho sentita per la prima volta suonare la chitarra.. in quel momento i brividi mi percorrevano la schiena nel vedere una ragazza che con tanta grinta inseguiva il suo sogno come ormai pochi hanno ancora il coraggio di fare.. io stessa ho messo da parte mille sogni per vivere nella realtà.. ho messo via il kimono nel cassetto e arrotolato la cintura.. e ho smesso di dare uno spazio alle parole della mia fantasia limitandomi solo a guardare i film da spettatore.. forse non ci ho creduto abbastanza.. non lo so.. ma ora più che mai sono convinta che è sbagliato non credere nei sogni per paura di non poterli realizzare… non si deve aver paura di voler bene e amare per paura di soffrire…a volte bisogna buttarsi anche col rischio di sbattere il muso.. per questo cara Nico spero che tu non smetta mai di credere sempre e comunque nei sogni perché questi rispecchiano la parte di noi più nascosta che nessuno mai vedrà se non tramite essi.. ti voglio un mondo di bene tesoro non cambiare mai… February 26 Leonarda Cianciulli, “La saponatrice di Correggio”Leonarda Cianciulli, “La saponatrice di Correggio”
Leonarda Cianciulli nacque a Montella, in provincia di Avellino, nel 1892 in seguito a una violenza carnale subita da Emilia Di Nolfi, la madre. La donna, per un’atroce disegno del destino, fu addirittura costretta a sposare il suo violentatore così odierà per sempre quella creatura incolpevole, anche dopo aver divorziato ed essersi risposata con Mariano Cianciulli, dal quale avrà altri figli. Leonarda ebbe un’infanzia difficile, da lei così descritta: “Ero una bambina debole e malaticcia, soffrivo di epilessia, ma i miei mi trattavano come un peso, non avevano per me le attenzioni che davano agli altri figli. La mamma mi odiava perché non aveva desiderato la mia nascita. Ero infelice e volevo morire. Cercai due volte di impiccarmi; una volta arrivarono in tempo a salvarmi e l’altra si spezzò la fune.” La madre gli fece capire che le dispiaceva di rivederla viva. Una volta ingoiò due stecche del suo busto, sempre con l’intenzione di morire, e mangiò alcuni cocci di vetro: non accadde nulla. Segnata da una vita ingrata, nel 1914 sposò Raffaele Pansardi, impiegato dell'ufficio del registro, e andò a vivere a Lariano, nell'Alta Irpinia. Nel 1930 il terremoto del Vulture distrusse la loro casa e gli sposi si trasferirono a Correggio, in provincia di Reggio Emilia. Leonarda ebbe diciassette gravidanze con tre parti prematuri, dieci figli morirono in tenera età. I quattro sopravvissuti erano per Leonarda un bene da difendere a qualsiasi prezzo, angosciata dal ricordo di una zingara che molti anni prima le aveva predetto un amaro destino: "Ti mariterai, avrai figliolanza, ma tutti moriranno". Più tardi, un'altra zingara le disse: "Vedo nella tua mano destra il carcere, nella sinistra il manicomio". Nel 1939, alla notizia che Giuseppe, il figlio maggiore e prediletto, sarebbe partito per il militare con la minaccia sempre più concreta dell'ingresso in guerra dell'Italia, Leonarda decise, oramai in preda alla pazzia, di effettuare sacrifici umani in cambio della vita del ragazzo. La Cianciulli frequentava tre amiche, donne sole, non giovani, che avrebbero volentieri cambiato l’esistenza per sfuggire alla noia e alla solitudine del paesello. Tutte e tre chiesero aiuto a Leonarda, la quale decise che era giunto il momento di agire. La prima a cadere nella rete fu Faustina Setti detta “Rabitti”, la più anziana, attirata da Leonarda con la promessa di averle trovato un marito residente a Pola. Leonarda persuase la donna a non parlare con nessuno della novità. Il giorno della partenza Faustina si recò a salutare l'amica, che la convinse a scrivere alcune lettera e cartoline che avrebbe spedito appena giunta a Pola, in cui annunciava a parenti e amici che tutto andava per il meglio. Ma a Pola Faustina Setti non giungerà mai, perché cade sotto i colpi di scure di Leonarda Cianciulli, che trascina il corpo in uno stanzino e lo seziona in nove parti, raccogliendo il sangue in un catino. Poi, come scriverà nel suo memoriale, «gettai i pezzi nella pentola, aggiunsi sette chilogrammi di soda caustica, che avevo comprato per fare il sapone, e rimescolai il tutto finché il corpo sezionato si sciolse in una poltiglia scura e vischiosa con la quale riempii alcuni secchi e che vuotai in un vicino pozzo nero. Quanto al sangue del catino, aspettai che si coagulasse, lo feci seccare al forno lo macinai e lo mescolai con farina, zucchero, cioccolato, latte e uova, oltre a un poco di margarina, impastando il tutto. Feci una grande quantità di pasticcini croccanti e li servii alle signore che venivano in visita, ma ne mangiammo anche Giuseppe e io». La seconda vittima si chiamava Francesca Soavi, cui Leonarda aveva promesso un lavoro nel collegio femminile di Piacenza. Francesca la mattina del 5 Settembre 1940 si recò a salutarla prima di partire. Leonarda convinse la donna a scrivere due cartoline, dicendole che le avrebbe dovute spedire per annunciare ai conoscenti la partenza evitando di far conoscere la sua destinazione. La Cianciulli si avventò come una furia sulla donna e ripeté lo scempio. La terza e ultima vittima si chiamava Virginia Cacioppo, ex cantante lirica, cinquantatreenne, costretta a vivere in miseria e nella nostalgia del proprio passato di artista. Leonarda le propose un impiego a Firenze, come segretaria di un misterioso impresario teatrale, pregandola, come al solito, di non farne parola con nessuno. Virginia, entusiasta della proposta, mantenne il segreto e il 30 Settembre 1940 si recò a casa della donna dove, raccontò Leonarda, «Finì nel pentolone, come le altre due. La sua carne era grassa e bianca, quando fu disciolta vi aggiunsi un flacone di colonia e, dopo una lunga bollitura, ne vennero fuori delle saponette cremose accettabili. Le diedi in omaggio a vicine e conoscenti. Anche i pasticcini furono migliori del solito: quella donna era veramente dolce». La cognata dell'ultima vittima, insospettita per la sparizione improvvisa della parente, vista entrare in casa della Cianciulli, ne denunciò la scomparsa al questore di Reggio Emilia, il quale, seguendo i numerosi indizi lasciati dall'omicida, arrivò alla "saponificatrice". Sottoposta a interrogatorio la donna confessò senza resistenze i tre omicidi. La Corte stabilì che Leonarda Cianciulli era l'unica responsabile di quei turpi crimini e la condannò a trent'anni di carcere e a tre anni di manicomio. Morì nell’ospedale psichiatrico giudiziario per donne di Pozzuoli, il 15 Ottobre 1970, stroncata da apoplessia celebrale. A chiunque si domandi il motivo di tutta questa sua ferocia la risposta è che lei pensava di essere stata colpita da una maledizione la quale pensava di potersene liberare offrendo in cambio dei sacrifici umani. February 24 la vera storia del mostro di Rostov, killer di 55 vittime fino al 1990
ANDREJ CHIKATILOSoprannome: Il Mostro di Rostov Andrej Chikatilo è
sicuramente il serial killer più
spietato che la Russia possa ricordare. Un mostro, un pedofilo senza alcuna
pietà, un folle. Ci
sono voluti diversi anni per arrivare al suo arresto e sul suo destino vige un
alone di mistero. Andrej
Chikatilo nasce il 15 ottobre 1936 da una famiglia di
agricoltori, in un piccolissimo villaggio dell'attuale Ucraina. February 21 sorriso diabolico
Sorriso diabolico Nel Lazio vicino a Viterbo ci sono due paesini: Tuscania e Tarquinia; molto e molto tempo fa una famiglia di Tuscania aveva strette relazioni con una bambina abbandonata che viveva in una piccola casa a Tarquinia. Un giorno la famiglia tuscaniese venne a conoscenza della morte della povera fanciulla, trovata morta con un con un sorriso diabolico stampato in faccia. Tutti gli abitanti di Tarquinia da quel giorno incolparono la famiglia della sua morte, in quanto tutti i giorni loro mandavano un servitore a portare da mangiare alla bambina; la famiglia incredula si difese spiegando che l'unica persona che poteva avere un contatto con la bambina era appunto il servo. Da allora il servitore non si e' fatto piu' vedere. In seguito sono accaduti fatti strani e inspiegabili, come la morte di un intero bestiame nelle campagne presso Tuscania: tutti gli animali erano con il sorriso e gli occhi rossi di sangue spalancati. Si dice anche che chi sente questa storia sogni poi il servitore, morto, con in faccia il suo sorriso diabolico, con accanto il parente piu' caro del sognatore anch'egli con quello strano sorriso... February 07 La Strega di Blair, finzione o realtà
LA STREGA DI BLAIR, Se si chiede ad una persona che cosa gli evochi nella mente il nome la strega di Blair, questa subito ti dirà il film "The Blair Witch Project" che nel 1999 ha fatto il record di incassi cinematografici.
Così dove una volta sorgeva il villaggio di Blair viene fondato, nel 1824, un nuovo villaggio: Burkittsville . Ma la scia di sangue non termina, anzi…. Nell’agosto 1825 molti popolani vedono una ragazza del posto Treacle Eileen trascinata nel torrente da una figura femminile. Il torrente non era molto profondo, circa un metro e venti, ma nonostante ciò il corpo della ragazza non fu mai ritrovato. Inoltre furono ritrovati sia nel fiume che nel bosco, per oltre tredici anni, strane figure di forma umana composte da legnetti intrecciati tra loro. Nel Marzo del 1886 un’altra fanciulla di nome Robin di soli otto anni sparisce misteriosamente subito partono le squadre dei soccorritori, ma dopo un giorno la bambina ritorna a casa da sola e sono proprio i soccorritori della prima squadra che scompaiono nella foresta. La bambina racconta di essere stata avvicinata da un’anziana signora la quale l’ ha accompagnata in una casa nella foresta e costretta a stare nello scantinato fino al suo ritorno.
La giovane impaurita, vedendo che la signora non ritornava decise di scappare e tornare al villaggio. I cinque membri della squadra scomparsa vengono ritrovati da una seconda squadra in un angolo della foresta, chiamata roccia della bara, vicino al torrente Teppy West, legati e uccisi brutalmente, i quali evidenziavano strane incisioni e simboli su tutto il corpo. I soccorritori tornano velocemente in paese per chiedere aiuto ma una volta tornati sul posto, dove avevano trovato i corpi dei soccorritori uccisi, dei cadaveri non era rimasta nessuna traccia a parte una grossa chiazza di sangue e un’ indescrivibile odore di morte.
Tutto rimase tranquillo fino al Novembre del 1940 quando per circa otto mesi scomparvero dal villaggio ben otto bambini. Il 25 Maggio 1941 Rustin Parr un eremita che viveva nei boschi va nel mercato di Burkittsville e urla alla folla dicendo: “sono finalmente giunto al termine”. La polizia subito non capì che cosa intendeva dire l’uomo con quella frase, ma subito dopo lui stesso confessò di sua spontanea volontà di aver brutalmente ucciso, seguendo dei rituali magici, sette degli otto bambini da lui rapiti, e di aver lasciato libero l’ ottavo Kyle Brody. La polizia accorsa nei boschi, andò nella casa di Rustin, e nella cantina trovò sette bare segnate da altrettante pile di sassi. Gli inquirenti quando interrogarono Rustin chiedendogli cosa l’aveva spinto a fare una cosa del genere si sentirono descrivere questa bizzarra storia: Rustin affermò che fu costretto a compiere quegli omicidi dalla voce, la quale diventava nella sua testa ogni giorno sempre più forte e convincente, di una vecchia signora il quale spirito vagava per la foresta. Questa voce seguiva Rustin giorno e notte indicandogli chi e come uccidere. Nella mattina del 25 Maggio, la donna che lo aveva posseduto mentalmente tutti quei mesi gli comparì davanti dicendogli che il suo lavoro era terminato e che doveva andare nel villaggio e raccontare a tutti ciò che aveva fatto.
Su questa vicenda sono stati scritti molti libri, la maggior parte dei quali puramente inventati.
IPOTESI SOPRANNATURALE Queste teorie sono strettamente personali e riguardano gli efferati omicidi compiuti da Rustin Parr. Rustin Parr ha subito una possessione mentale e fisica da parte di Elly Kedward la signora che fu cacciata dal villaggio per stregoneria, questo spiegherebbe il perché l’ uomo sentisse la voce della donna e proprio quella voce lo obbligasse a compiere quegli omicidi. Le motivazioni che possono aver spinto la donna a compiere tale vendetta possono essere di rabbia e odio verso i cittadini di Blair che l’ avevano bandita dal villaggio. In effetti un prelievo di sangue non si può effettivamente definire stregoneria, anche se nel 1700 si veniva bruciati sul rogo per molto meno di questo… IPOTESI “ACCADEMICA” Questa ipotesi non è da scartare anche se non riguarda la sfera del paranormale. Potrebbe essere che Elly non abbia in alcun modo influenzato Parr anzi: Rustin potrebbe aver semplicemente letto la storia del villaggio di Blair e della sua fantomatica strega e aver usato questa scusante per compiere gli efferati omicidi. La sua confessione nel mercato del paese può essere dovuta o ad un senso di colpa, dimostrato nella liberazione dell’ottavo bambino o da una malattia mentale venutagli durante i setti mesi in cui ha ucciso proprio sette bambini. Ultimo fattore è il modus operandi di Rustin Parr, infatti ha agito esattamente come agirebbe un serial killer: il modo in cui ha ucciso le vittime sempre uguale e utilizzando gli stessi rituali magici e la firma che ha lasciato mettendo un cumulo di pietre sulle bare. Alla domanda quale sia l’ipotesi corretta, solo una persona potrebbe dare la risposta…. Se non fosse morta nel Novembre del 1941. |
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